martedì 27 settembre 2011

Fuga nel Silenzio - 1 - La sorpresa



Il pomeriggio stava lasciando posto alla sera e a testimonianza di questo l'ombra dell'ulivo si allungava dalla finestra fino alla mia scrivania: una meridiana naturale che nel periodo autunnale mi segnalava quando potevo prendermi una pausa. In quelle settimane il lavoro era talmente esiguo che la pausa coincideva con la fine del lavoro stesso. Nonostante in casa ormai fossi rimasto solo e senza troppe distrazioni, non amavo dilungarmi troppo nel lavoro. Gli anni in cui rimanevo fin dopo la mezzanotte assorbito dal computer erano passati e ormai potevo gestire in maniera umana i miei orari. Staccare e dedicarmi a un buon romanzo era ormai diventata una droga, anche perché era l'unico modo per uscire, almeno con la fantasia, da quella che più che una casa era diventata la mia prigione.
Mi alzai e mi avvicinai alla vetrata per ammirare il sole che si nascondeva all'orizzonte dietro i rami dell'ulivo, un albero che aveva visto crescere tante cose attorno alle sue radici: cemento, odio, invidie e solitudine. Nonostante tutto sembrava indifferente e si mostrava baldanzoso a chiunque lo osservasse. Notai che la mia domestica stava stranamente rientrando verso casa mia: di solito a quell'ora faceva il contrario. La sua professionalità la rendeva quasi invisibile ai miei occhi e la sua precisione negli orari era perfetta ogni giorno. Ormai lei, oltre a me, era l'unica che calpestasse i pavimenti di quella casa troppo grande per una persona sola. Pensai che avesse dimenticato qualcosa e stesse rientrando a prenderla.
Non aveva dimenticato nulla.
Cercava me.
Aveva notato nella cassetta della posta una lettera per me. Una lettera senza francobollo. Una lettera che avrebbe cambiato il mio futuro!